Gir - Cabaret Milano Duemila

Sul finire del XIX secolo la donna di moda non era quella di oggi magra, inguainata in abiti stretti e attillati come in un fodero di ombrello; allora sulla scia del gusto rinascimentale e della grande pittura veneta le donne che piacevano erano quelle floride e rigogliose come mostrano i ritratti dell'epoca. E anche le milanesi non facevano eccezione; anzi qualcuna esagerava al punto da stimolare l'arguzia del nostro dialetto a coniare frasi umoristiche. Ne citiamo un paio.
Alla vista di una donna di forme belle ma molto abbondanti la lingua italiana dice: «Che signora giunonica!». Il milanese ribatte: «SÌ, MA GHE VOEUR VINT GHEI DE TRAMM A GIRAGH IN GIR!», sì, ma ci vuole una corsa da venti centesimi (la circonvallazione) per girarle attorno.
La seconda espressione che citeremo riguarda una signora veramente grassa, tipo donna cannone e anche qui c'entra il tram, che essendo il mezzo di trasporto più popolare è spesso presente nelle arguzie del nostro dialetto: a una fermata tramviaria l'enorme signora tenta di salire, ma non ce la fa a passare per la portiera; un passeggero le consiglia: «LA FAGA DUU VIAGG!» Faccia due viaggi!

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